E’ possibile ipnotizzare il cassiere di un negozio e farsi consegnare grosse somme di denaro senza che l’altro opponga nessuna resistenza?
I fatti di cronaca purtroppo ci dimostrano che le ipno-rapine sono una realtà. Repubblica.it ne ha parlato anche recentemente:
Repubblica.it – Russia: Caccia la ladro ipnotizzatore
Ma ancora meglio possiamo vederlo in questo video di una ipno-rapina avvenuta in Italia:
Nel filmato si vede chiaramente la donna in stato di trance, ne è tipico il capo abbassato, mentre l’ipnotizzatore la tocca in punti strategici e le ordina di consegnargli il denaro.
Ma come funziona una ipno-rapina? Che meccanismi fanno cadere una persona in uno stato di estrema suscettibilità?
C’è da dire che giorno per giorno noi eseguiamo tantissime azioni in modo “automatico”, guidati dal nostro subconscio. Respirare, muovere le braccia quando camminiamo, girarsi quando sentiamo il nostro nome, anche il gesto di dare il resto da parte di un cassiere…sono meccanismi a cui ci siamo abituati dopo migliaia di prove e che ormai abbiamo interiorizzato, guai se non ci fossero questi meccanismi automatici che ci facilitano di molto la vita.
Se però uno di questi eventi un giorno non va come ci aspettavamo allora entriamo in uno stato di confusione momentanea che lo stato che gli ipnotisti cercando di indurre. Una volta in confusione cerchiamo in tutti i modi di uscirne e ci appigliamo alla prima cosa sensata che ci viene detta, che nello sfortunato caso potrebbe essere quella di consegnare i propri soldi.
Per mandare in confusione l’altro è fondamentale il fattore sorpresa. Nessuno può essere ipnotizzato se già se l’aspetta a meno che non decida lui stesso di andare in trance, come si fa per esempio in terapia.
Un metodo per sfruttare il fattore sorpresa è quello della rottura di uno schema noto, ne è un esempio la stretta di mano.
La stretta di mano ha una sequenza predefinita che tutti conosciamo, se durante l’atto si cambia qualcosa, si gira la mano in modo particolare o si tocca un punto del palmo con forza si aumenterà il senso di confusione dell’altro.
Un altro fattore fondamentale è quello del Sette più o meno due. Si dice che il nostro cervello riesca a gestire al massimo da 5 a 9 fenomeni “nuovi” in contemporanea, più di quelli va in saturazione e si confonde.
Come sfruttano questo “errore del cervello” i ladri ipnotisti?
Cercando di saturare al massimo la vittima riempiendola di “segnali forti”. La fisionomia dell’uomo spesso è quella di una persona asiatica o indiana (primo elemento poco comune), mettono un profumo molto intenso, un anello vistoso, una barba lunga…
Per quanto riguarda le donne invece vengono descritte come bellissime. I dettagli che confondono possono essere: piercing al naso, anelli preziosi, mesh ai capelli, pantaloni attillati e tacchi altissimi…
Una cosa li accomuna tutti è lo sguardo magnetico, in quanto tengono gli occhi fissi sull’altro.
Inoltre utilizzano un tono di voce particolarmente modulato e autoritario e vestono in modo molto elegante al fine di incutere timore e rispetto.
Nel libro “Il bambino è servito: leggende metropolitane in Italia” ho trovato le testimonianze di numerosi commercianti italiani “incantati” dagli ipno-rapinatori. Ecco la testimonianza di Giro Vitiello, gestore di un bar-ristorante del porto vecchio di Genova:
Non ci dormo ancora la notte, è andata così: sono venuti in tre, due uomini e una donna che teneva in braccio un bambino di pochi mesi. “Abbiamo la nave qui nel porto” mi hanno spiegato, “siamo naviganti”. Gli ho dato da mangiare anche se era molto tardi. Il bambino mi inteneriva. Uno di loro, elegantissimo, pieno di anelli, un principe, mi veniva dietro dappertutto, al banco, in cucina. Voleva che gli cucinassi del pesce. E disegnava dei pesciolini per farsi capire “Guarda che belli…” mi diceva, carezzandomi le spalle. Io cominciavo a sentirmi un po’ stanco. Al momento del conto mi chiedono se gli faccio vedere delle banconote da centomila perché non le avevano mai viste. Si capisce, penso io, sono indiani. E qui non so più cosa mi ha preso: loro guardavano queste centomila, “come sono belle”, mi dicevano. E io gliele davo, una sull’altra. Li ho anche accompagnati alla porta.
Un cassiere di una banca di Milano invece racconta:
Mi hanno chiesto se gli cambiavo due pezzi da cinquanta dollari con uno da cento, e fin qui niente di strano. Gli ho intravisto il portafoglio, gonfio di soldi. I problemi sono cominciati quando mi hanno detto che non volevano una banconota qualsiasi, che la volevano di serie I: come in Italia, mi hanno spiegato con un sorriso, un souvenir. E’ qui che dev’essere successo non so che cosa. Il buio è totale. Mi ricordo solo che cercavo questa stramaledetta banconota. Che di serie I non ne ho trovate. Che loro hanno salutato e se ne sono andati; e dalla mazzetta mancavano 1.800 dollari. Il mio problema è di essere creduto, anche se sono il primo a non credermi…
La negoziante Jole Martelli, proprietaria di un negozio di articoli per la casa racconta:
Ero in negozio con mio figlio Marco, ad un tratto sono entrati questi due orientali molto eleganti: Lei molto bella, sui 20-25 anni, lui altrettanto bello, sui 30. Lui ha subito chiesto una teiera in plastica che era sullo scaffale alle mie spalle. Un oggetto che costa appena 6.500 Lire. Ho fatto lo scontrino, lui ha tirato fuori 100.000 Lire e ho fatto per dargli il resto. Ho messo sul tavolo diverse banconote, e tra queste una da 50.000 lire. A quel punto l’indiano mi ha detto “Quella serie non va bene, voglio la serie Wx”. Appena ha detto questa parola sono corsa nel retro, ho presto il borsellino di pelle nera e gliel’ho consegnato. Come se non bastasse ho aperto la cassa per dargli anche l’incasso della giornata. Mio figlio in quel momento stava per avvicinarsi.
“Sì” – dice il figlio – “Ma mi ha distratto la donna, bellissima, una modella, che mi ha chiesto il prezzo di alcuni prodotti impedendomi di vedere cosa succedeva alle mie spalle”.
Gli ho consegnato un milione con le mie mani. Dopo avergli dato tutto il denaro sono entrati due clienti. Per fortuna, perché mi stava già guardando gli anelli e il girocollo, mi avrebbe spogliata. Così la coppia di orientali se n’è andata. Non sono scappati, anzi, li ho anche salutati e ringraziati, come fossero normali clienti. Lui parlava molto lentamente, faceva gesti e sguardi molto precisi, penetranti. Lei parlava invece molto velocemente, in una lingua frammista di italiano-inglese-arabo. Mezz’ora dopo ho chiesto a mio figlio di andare in banca a fare il versamento. Ma gli incassi erano spariti. Così abbiamo capito quello che era successo. Incredibile.
Fra queste testimonianze vediamo molti elementi in comune:
- I ladri sono tutti stranieri
- Sono vestiti in modo molto particolare e vistoso
- Rompono uno schema conosciuto, come quello di dare il resto, chiedendo di avere una serie particolare di banconote o tirando fuori una banconota molto grande per pagare un prezzo molto piccolo
Siamo giunti alla fine di questo articolo, a questo punto hai le basi fondamentali per difenderti da una ipno-rapina. Il modus operandi può cambiare ma lo scopo sarà sempre quello di farti entrare in confusione, quindi quando ti accorgi che qualche schema conosciuto si sta “rompendo” fermati un attimo e analizza meglio la situazione, non dare il controllo all’altro.
Se vuoi rimanere in contatto con i futuri aggiornamenti segui il Corso Gratuito sulla Persuasione e Vendita.
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Marcello

Mi piace questo articolo! Hai descritto alcune cose che sapevo e altre che non sapevo e questo articolo ha contribuito a migliorare le mi conoscenze riguardo questo argomento. Grazie.
Grazie Emanuele, se ti va condividilo su Facebook!
A presto
Marcello
Ho letto tutto il suo articolo, ed aggiungo che non è tutto, purtroppo, oggi sfruttano, per meglio vedere nella tua vita spiandoti con il telefonino, ti ascoltano per meglio sapere ciò che fai, ma soprattutto, indagano per cercare dell’altro per finirti. Basta un telefonino spy. Ho cercato di qavvisare chi di dovere, mi hanno risposto che non prendono denuncie e che devo procurarmi un tecnico del settore. Prendo uno strumento jemmer, non è possibile, ci vuole l’autorizzazzione. Praticamente non mi posso difendere se non autorizzato. Assurdo! Per tutelare i miei interessi………… Nessuno, dico nessuno si impiccia, insomma fanno fli indiani, non come quelli che descrive lei, loro si possono! Non so se mi ha comprendito! Ebbe, che volete siamo in democrazia, noo!? Perchè lei, si che può non sputtana questa situazione che è di contorno alla verità che descrive?! Mi risponda ci tengo a sapere quello che pensa. Grazie! Distinti
Ciao Marcello
oltre alla creazione di confusione, alla manifestazione perentoria di esclusività e all’anomalia comportamentale, credo che ci siano altri fattori che permettano a queste tecniche di riuscire. Questi altri fattori non sono esteriori bensì interiori. La capacità di autocontrollo del persuasore e la capacità assoluta di trasmettere l’idea che si sta esercitando un comportamento consueto, abitudinario e innocuo, ritengo che permettano a certi individui di superare alcune barriere comunicative solitamente insormontabili.
Ciao Emanuele,
dici benissimo, la sicurezza nel comportamento è fondamentale e viene percepita a livello inconscio dall’altro.
A presto
Marcello
Non ci posso credere! Leggo sempre con grande interesse i tuoi articoli, anzi, colgo l’occasione per ringraziarti e farti i complimenti. Grazie!
Grazie Anna!
A presto
Marcello
Dall’ osservazione del filmato si vede un uomo che alla cassa fa dei gesti molto strani e dopo qualche secondo se ne va dal supermercato con il denaro preso dalle mani della cassiera. Quei gesti, un pò strani sono la chiave per interpretare il filmato e dalla lettura del tuo articolo se ne deduce che sono finalizzati a mettere in confusione l’ ignara vittima.
Quello che stupisce di questo filmato è la gestualità utilizzata dal delinquente che utilizza anche il principio di coerenza. Il filmato per certi versi mi ricorda quello di un tuo precedente articolo in cui un ipnotista era in grado di entrare nei negozi, comprare e pagare con pezzi bianchi di carta facendo credere alle vittime che siano soldi veri e riceve anche il resto.
Esatto Marco, ci sono dei punti del corpo che se toccati in modo giusto causano il rilassamento, alcuni di questi sono le spalle, il punto del palmo della mano fra indice e pollice, e il punto sul gomito in cui abbiamo la sensazione di prendere la scossa quando lo sbattiamo…
Marcello
La domanda che mi sorge spontanea è:
Come difendersi da questi abusi nella vita reale ?
Quanto conta essere conoscitori dei principi di persuasione per evitare di essere frodati da chi usa la tecnica dell’ ipnosi ?
Già il fatto che conosciamo la loro tecnica è un punto a nostro favore. Non appena sentiamo di stare entrando in confusione, non appena notiamo che qualcuno interrompe uno schema noto con domande strane o richieste particolari fermiamoci e cominciamo noi a condurre la situazione, per esempio facendo NOI domande a lui perché “chi domanda comanda”
A presto
Marcello
[...] può essere usata in maniera meno etica come hai già visto se hai letto l’articolo sulle ipno-rapine e del 7 più o meno [...]
Volevo portare a conoscenza la mia esperienza, lavoravo in un bar all’aperto, barista, al bancone non era possibile avvicinarsi con gli sgabelli ma si poteva consumare solo in piedi. Ad un certo punto arrivano due avvenenti ragazze, prendono due sgabelli e si siedono al banco, vado da loro e gli faccio presente che non è possibile rimanere seduti al banco. Cominciano a parlarmi simultaneamente, rimanendo comunque sedute, non mi ricordo nulla di cosa mi dissero, consumarono due bibite pagandomi con una banconota da 500€. A fine serata contando l’incasso vidi che la banconota era stata ritagliata da un giornale, un quotidiano, impossibile non accorgersene che era palesemente FALSA…., eppure me l’hanno fatta….
[...] passato in realtà avevo già scritto due articoli a proposito: quello sulle ipno-rapine, in cui un video mostra un uomo “ipnotizzare” una cassiera italiana facendosi [...]
Vi invito a visionare meglio il video postato dell’ ipnosi/furto. In quanto anche se il video è a bassa qualità di risoluzione, in due tre parti si vede chiaramente che il delinquente minaccia la dona con una pistola.
Saluti