Oggi mi sono imbattuto in questo servizio delle Iene che ti invito a guardare e che parla della proliferazione delle pubblicità a sfondo sessuale.
Fra i “capolavori” che ne escono fuori ci sono cose tipo:
“Fidati…te la do gratis (la montatura)”:

“Montami a costo zero” (la caldaia):

“Vesuvio ed Etna mai stati così vicini”:

La Questione Morale
Partiamo innanzitutto dalla questione morale: è giusto utilizzare l’immagine della donna per attirare l’attenzione in questo modo?
In questo caso concordo con i pubblicitari del video: nella pubblicità tutto è lecito purché funzioni e il limite è la mia coscienza e il rapporto che ha l’azienda con il pubblico.
Alcuni affermano che l’utilizzo del corpo femminile nelle pubblicità contribuisca alla creazione dell’idea di donna-oggetto, in realtà basta guardare il comportamento di una qualsiasi donna alla visione di uno di questi cartelli per rendersi conto che anche loro ci scherzano sopra e in generale vedono la donna del cartello come qualcosa di separato, come appunto un oggetto pubblicitario e non una donna reale.
In sostanza quindi non avrei problemi ad utilizzare pubblicità di questo tipo (e una società che si definisce libera non dovrebbe arrivare a censurare messaggi del genere) se non fosse che…
Ma Queste Pubblicità Funzionano ?
La vera questione dal punto di vista del pubblicitario è: queste pubblicità funzionano? Portano clienti in modo che il ROI sia positivo?
La mia impressione è che queste pubblicità sì, attirino l’attenzione, ma non verso lo scopo che il pubblicitario si prefigge.
Un passante in auto lancia uno sguardo sul primo cartello “…Un volto di donna…perché guarda così provocante..? ‘Te la do gratis’…ah sarà la pubblicità di uno stripclub..?..” il tempo che intercorre fra questi pensieri e già la macchina è andata oltre. Cos’è rimasto al lettore in mente?
Sono convinto al 100% che se avessi messo un cartello a sfondo bianco con font nero grande ben leggibile e la scritta “Vuoi occhiali nuovi? Spacciocchiali ti regala la montatura, GRATIS” avrebbe generato molti più prospect.
Questo perché non è importante attirare l’attenzione il più possibile ma invece bisogna attirare l’attenzione del giusto target !
Chi è che si compra occhiali nuovi? Sicuramente non chi ci vede bene né chi se li è comprati da poco, bisogna intercettare chi ha urgente bisogno perché gli si sono rotti e chi è indeciso se cambiarli o aspettare un po’ ed in questo caso l’offerta della montatura gratis può essere un forte incentivo.
Pubblicità di questo tipo perdono su due fronti:
- Il brand ci perde in credibilità risultando volgare
- Non cattura adeguatamente l’attenzione di chi è già in cerca dell’offerta e sarebbe stato interessato ad essa
Conclusione
Concludendo penso che ormai avrai capito il mio punto di vista: nella pubblicità sono leciti anche questi mezzi ma la realtà è che attirano l’attenzione più sulla donna che sul prodotto perdendo eventuali prospect che sarebbero stati interessati all’offerta se solo gliela si fosse spiegata adeguatamente.
Nel Marketing avere successo con la creatività utilizzando il sesso e l’ironia produce fallimenti nel 99% dei casi, per questo è consigliabile andare sul sicuro proponendo l’offerta e i benefit, a meno che non si abbia la possibilità di testare e tracciare i risultati per bene e un budget che lo permettà.
Questo è un argomento scottante quindi voglio sapere il tuo punto di vista nei commenti! Cosa ne pensi delle pubblicità a sfondo sessuale? C’è qualcosa che vorresti aggiungere o su cui hai un parere diverso?
Un caro saluto
Marcello

Ciao Marcello,
concordo con te che usando la pubblicità a sfondo sessuale si rischia di attirare l’attenzione sulla cosa “sbagliata”…
Personalmente, ci ho messo un po’ a capire l’esempio di Etna e Vesuvio: ho dovuto “spulciare” fino all’ultima scritta. Sicuramente non è una pubblicità che a colpo d’occhio è in grado di trasferirti immediatamente il messaggio finale, ma, come hai evidenziato tu, ci vuole un percorso mentale affinché chi guarda arrivi a comprendere che esiste una compagnia di navigazione che collega Catania e Napoli. Troppo lunga, e con il rischio di essere fraintesa!
Le pubblicità a sfondo sessuale sono un “campo minato”: il tema sesso è molto scottante, perciò va usato con estremo equilibrio.
Un saluto
Marta
La pubblicità a sfondo sessuale risulta sicuramente ammiccante, tuttavia il rischio che resti in memoria la femminuccia provocante anziché la marca dell’automobile – o di qualsiasi altro prodotto – è altissimo.
In pratica, anche davanti alla TV, ti rimane in memoria la donna e la musica – non la marca dell’automobile.
Perciò penso che la pubblicità provocatoria sia un fallimento completo.
Molto meglio essere seri e mettere in evidenza il prodotto e l’utilità dell’acquisto, corredando la proposta con ottime e appropriate immagini!
Concordo con Giuliana sul fatto che sia molto meglio mettere in evidenza il prodotto e soprattutto i benefici che il potenziale acquirente potrà trarne.
Su questo punto il marketing delle case automobilistiche lo fa da padrone.
Basti pensare alle ultime pubblicità di BMW, Mercedes, Lancia, Fiat, eccetera per capire che più che l’automobile viene “venduto” il piacere di guida, il prestigio, il lusso, il divertimento…
Marcello, complimenti per il post.
Come sempre di grande interesse…
Un caro saluto da
Ernesto Carlo di Benessere Libero
a meno che come con “roberta” il suo didietro non diventi simbolo della compagnia
Certo, ma con Roberta aveva un senso perché il prodotto era al posto giusto e un bel “fondoschiena” lo metteva in evidenza. Era, diciamo, il posto naturale del prodotto
Ciao Marcello,
sicuramente queste pubblicità hanno il difetto di dover essere prima “comprese”, e sicuramente una pubblicità ad effetto, come dici tu, deve essere chiara immediatamente.
Ma è anche vero che un’immagine del genere cattura l’attenzione e invoglia a leggere le scritte, cosa che può non accadere con un manifesto bianco con semplice scritta nera.
Inoltre, il processo per interpretare il messaggio, come si dice, ci fa utilizzare più sinapsi, e quindi lo ricorderemo più a lungo.
Ovviamente è solo la mia opinione!
Saluti a tutti, io ho creato un sito sui pennini ecc… adesso metto un bel sedere di donna nella home e vediamo se aumentano le visite, ma forse i visitatori guarderanno solo la prima pagina.
io penso che per un momento il possibile acquirente possa equiparare la bellezza della donna al prodotto differenziandolo da altri come se fosse un valore aggiuntivo
Non dimenticate che il pensiero funziona per associazione. Se l’attenzione viene indirizzata principalmente verso la donna in questione, e dopo sul marchio, ciò ha comunque un effetto “manipolatorio”. Associale una cosa bella a un marchio di un azienda, non può che giovare al marchio stesso.
Pensare ad una determinata parola, qualunque essa sia, può infatti farci venire in mente immagini o situazioni che rievocano quella parola, o riguardanti un fatto accaduto associato a quella parola, o una situazione, oppure un’immagine.
Ad esempio: se io penso a “marciapiede” può facilmente venirmi in mente la merda di cane, oppure un cartello pubblicitario, oppure il fetore del piscio di qualche barbone. Tutto in base a cosa abbiamo, tramite l’esperienza, associato a tale parola.
Dario in questo caso l’”elemento” è troppo comune per essere associato ad un prodotto, riuscire ad installare un trigger in modo che ogni volta che uno veda una donna pensi automaticamente a, supponiamo, un negozio di occhiali è praticamente impossibile.
Una donna no, ma un tipo di donna sì. Una donna che assomiglia. Non tutte le donne sono uguali. Ad esempio io ricordo ancora il tipo di donna associata al logo della TIM, pur non avendo perso molto tempo a soffermarmi sui loro spot pubblicitari.
E’ ovvio poi che il logo dell’azienda deve essere posizionato nel giusto luogo dell’immagine per favorire l’associazione.
Le ultime ricerche di neuromarketing dimostrano questo.
Marcello, credo che Dario intendesse il contrario (o almeno io la penso così):
è impossibile che vedere una donna ti fa tornare in mente il negozio di occhiali, ma quando avrai bisogno di un paio di occhiali e vedrai il nome del negozio, inconsciamente ripenserai alla donna che hai visto precedentemente sul manifesto.
Ciao MArcello, mi piacerebbe contribuire a questa discussione con alcune considerazione che si basano sulla nostra decennale esperienza. Ovviamente non possediamo la scienza infusa ma abbiamo studiato, letto e analizzato molto a riguardo.
Partirei con il citare il libro della Brancati, più volte accennato su persuasionesubliminale.it
Personalmente non mi piace molto la Brancati, ma ha ragione quando dice che “la pubblicità è femmina e il pubblicitario è maschio”…
Io personalmente al di là del ROI, su cui avrei molto da dire, credo che bisognerebbe contestualizzare molto la pubblicità a seconda del target. E’ evidente che per pubblicizzare un dentifricio non ho bisogno di un sedere ma se devo pubblicizzare il saratoga, una bella modella sigillata nel box doccia rimane in mente per anni.
Quindi alla domanda culi e tette funzionano ti dico dipende. Una mia recente campagna pubblicitaria su Facebook ha ottenuto molti click (e contatti) attraverso un meccanismo di natura sessuale per il pubblico maschile mentre la stessa campagna non ha ottenuto gli stessi risultati sulle donne.
Ma davvero ci sarebbero molte cose da dire… anche che la pubblicità “montami a costo zero” è stata in seguito censurata..
http://www.marketingjournal.it/quando-pubblicit-sa-dar-peggio-2/
Ciao Marcello, è un pò che ti seguo..complimenti per il Sito.
Sicuramente il corpo femminile è da anni ormai il motore del commercio,con le pubblicità in tv, sui giornali, anche quelle online.
Nella cultura attuale, il corpo femminile è un elemeno fondamentale, oserei dire.
Ma credo che il vero segreto a mio modo di vedere,è sempre l’equilibrio. Il corpo femminile ben venga, ma senza esagerare,altrimenti ci si da la zappa sui piedi..